In occasione della Giornata della Consapevolezza sull’Autismo abbiamo intervistato la fotografa Elisabetta Nottola in merito al suo progetto “Viola Canta”

Elisabetta, chi è Viola?
Viola è una bimba felice! Queste sono state le prime parole che mi ha detto la sua mamma quando l’ho contattata per iniziare questo progetto.
Nove anni, boccoli d’oro, argento vivo, voglia di cantare, saltare, abbracciare, baciare, vivere. Tra le sue caratteristiche c’è anche il fatto che è affetta da autismo.
Come si fotografa una situazione così delicata?
Per me è importante sottolineare questo aspetto. Nell’approcciare Viola non ho mai voluto fotografare o raccontare l’autismo, ho solo pensato che di fronte a me avevo una bambina di 9 anni, bellissima, piena di energia con un problema di comunicazione. Da subito ho voluto che fossero il colore, la gioia e la poesia a condurre la storia.
A volte non siamo che noi che cerchiamo le storie, ma loro che trovano noi.
Sono entrata per la prima volta in contatto con lei quando la mia migliore amica, vedendo un lavoro fotografico fatto su mia madre mi disse: “devi conoscere mia nipote Viola e fare un racconto su di lei perché e una bambina speciale”.
La prima volta che ci siamo incontrate, Viola mi ha presa per mano e quella manina calda, da allora, mi ha accompagnata in un lungo viaggio di fantasia, stupore e meraviglia che non pensavo avrei mai potuto vivere.
Una sua insegnante di sostegno tempo fa ha scritto in un messaggio alla mamma:
“Oggi sono rimasta con Viola per due ore ed è andato tutto bene. È davvero emozionante e toccante avere la possibilità di vivere e conoscere un’anima pura come lei.”



“Viola Canta”: un titolo davvero molto bello e poetico.
Viola non parla, ma canta. Viola non scrive, ma ricompone i puzzle in pochi minuti. Viola non chiacchiera con le amichette, ma le abbraccia. Viola è un piccolo mondo nel mondo, un delicato fiore nel deserto, una fiaba che si protegge dalla realtà. Viola ci insegna che c’è qualcosa che non va in tutti noi, nelle nostre regole, nei nostri stereotipi, nelle nostre sovrastrutture.
Com’è stato l’approccio col mondo che ruota attorno a Viola?
La famiglia di Viola mi ha accolta con affetto, disponibilità, apertura mentale e mi ha permesso di entrare nella loro vita regalandomi momenti indimenticabili.
Ho avuto la possibilità di seguire Viola nelle sue attività presso l’associazione STEPS ABA, dove le sue magnifiche terapeute e tutte le insegnanti mi hanno accolto con grande disponibilità.






Sappiamo che hai dato forma cartacea a questo progetto, che possiamo considerare un work in Progress.
Ho realizzato la fanzine -“Viola Canta”- durante un laboratorio di editing e l’enorme quantità di foto che ho scattato a Viola hanno preso forma e si sono tramutate in storia.
La storia non è finita, Viola sta crescendo ed il racconto crescerà con lei.





Intervista a cura di Fabio Moscatelli, direttore artistico di Frame For Life